Himalaya
In salute

Shilajit, Mumijo.

Cenni storici

Uno dei primi usi documentati dove si parla dello shilajit risale al 1000 a.C. dove gli antichi testi ayurvedici indiani di Charaka Slamhita e Slushruta lsamhita lo descrisse come un essudato delle rocce himalayane come un rasayana (ringiovanente) e una panacea (cura) per tutte le malattie e dotato della capacità di aumentare la salute e quindi la longevità degli uomini.

Un simile essudato di roccia proveniente dalle catene montuose del Caucaso, dell’Altai e del Pamir è stato utilizzato per oltre 3000 anni come parte della medicina popolare nell’ex Unione Sovietica, Cina, Tibet e Grecia

È conosciuto in questi paesi con il nome di Mumie o Mumio o Mumijo è stato molto popolare per il trattamento di fratture ossee, lussazioni, malattie della pelle e del sistema nervoso periferico e anche come agente lenitivo e antinfiammatorio.

I medici greci lo usavano come antidoto ai veleni e nel trattamento di artriti e infiammazioni. Aristotele studiò gli effetti medicinali e le applicazioni di Mumio e il suo uso medicinale fu promosso e diffuso dal suo allievo, Alessandro Magno, in tutto il suo impero.

Galeno incluse il Mumio come un ingrediente della sua famosa panacea.

Provenienza e tipi di Shilajit.

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Lo shilajit viene raccolto sulle montagne all’altezza di 1000-5000 m. Il suo colore varia dal marrone scuro a nero pece; il suo odore è pungente e caratteristico.

In sanscrito il significato di shilajit è “conquistatore delle montagne e distruttore di debolezza”.

Anche se lo Shilajit è conosciuto in molte regioni nel mondo, essenzialmente ci sono quattro diverse varietà che sono state descritte in Cfioroâo lsamhita:

Savrana, Rajat, Tamra e Lauha.

Savrana shilajit è shilajit d’oro ed è di colore rosso.

Tamra shilajit è shilajit di rame ed è blu.

Rajat shilajit è shilajit d’argento ed è di colore bianco.

-Lauha shilajit è di colore bruno-nero.

Lauha shilajit, si trova comunemente nelle catene himalayane e dovrebbe essere la più efficace e potente dal punto di vista terapeutico. Se somministrato secondo procedure adeguate, produce effetti ringiovanenti e afrodisiaci e cura molte malattie.

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Durante i mesi estivi, quando il clima è caldo in montagna, lo shilajit si scioglie e gocciola lungo le fessure e si diffonde sulla superficie della roccia da dove viene raccolto in piccole quantità. Si trova anche incorporato all’interno dei sedimenti rocciosi da dove viene esposto, in associazione con minerali argillosi.

Come si è formato lo Shilajit.

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Esistono numerose ipotesi sull’origine dello shilajit. Si crede che derivi ​​da fossili di vegetazione che sono stati compressi sotto strati di rocce per centinaia di anni e che hanno subito un’elevata quantità di metamorfosi a causa delle condizioni di alta temperatura e pressione.

Antichi testi indiani suggeriscono abbia un’origine vegetale e derivare dalla linfa, lattice e resine delle antiche piante e delle loro essudazioni gommose. Le sostanze chimiche costituenti dello shilajit derivano principalmente dal lattice di Euphorbia.

Un’altra ricerca ha affermato che i muschi come Barbula, Fissidenc, Minium, Thuidium, e specie di epatiche, che sono presenti in prossimità di rocce essudanti shilajit possono essere responsabili della sua formazione, unendosi con composti inorganici delle rocce.

Possiamo quindi dire che la composizione dello shilajit è influenzata da fattori come le specie vegetali coinvolte, la natura geologica della roccia, la temperatura, umidità, altitudine e altre variabili.

Da quanto detto fino ad ora si evince che la sua chimica è alquanto complicata, ma citiamo solo l’acido fulvico e l’acido umico come i principali e poi albuminoidi, aminoacidi acidi, acidi organici (acido benzoico e suoi derivati, acido ippurico, acidi naftenici), lipidi fenolici, chinoni polimerici, steroli, tannini, terpeni e tri terpeni.

La percentuale di acido fulvico nello shilajit trovato in India è del 21,4%, mentre è del 15,5% nei campioni pakistani e del 19% nei campioni russi, pertanto, gli effetti terapeutici dello shilajit potrebbero variare a seconda della regione da cui proviene.

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SHILAJIT nella medicina tradizionale.

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Shilajit ha un posto importante nei testi tradizionali della medicina Ayurvedica.

È considerato un rasayana (ringiovanente e immunomodulatore), utile per rallentare il processo di invecchiamento e prolungare la vita.

È prescritto per il trattamento del disturbo genito-urinario, ittero, calcoli biliari, disturbi digestivi, milza ingrossata, epilessia, disturbo nervoso, bronchite cronica e anemia.

Shilajit è utile per il trattamento di calcoli renali, edemi, emorroidi, antisettico interno, adiposità, per ridurre il grasso e anoressia.

Shilajit viene somministrato insieme al latte per curare il diabete. Shilajit è prescritto insieme al Guggul (Commiphora mukul) per trattare le fratture, l’osteoartrite e la spondilosi.

Shilajit è stato anche attribuito a potenti proprietà afrodisiache.

Il potere di fondo di Shilajit deriva dalla sua potenza di ridurre lo stress degli organi interni, effettuando un metabolismo energetico equilibrato e anti invecchiamento. Ringiovanisce e guarisce ogni cellula del corpo e le aiuta a crescere a qualsiasi età.

Lo shilajit grezzo nella sua forma naturale è spesso contaminato con varie quantità di impurità come micotossine, microorganismi e detriti vari, quindi già dagli antichi testi, si raccomandava una sua purificazione prima di essere usato.

La tecnica di purificazione è complessa e lunga, quindi non mi dilungo oltre.

Proprietà farmacologiche dello Shilajit.

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Sebbene i benefici terapeutici dello shilajit siano noti da migliaia di anni, la ragione o il meccanismo di questi effetti non era ancora molto chiaro. È solo negli ultimi 50 anni che numerose proprietà farmacologiche dello shilajit sono state dimostrate.

È stato scoperto che lo Shilajit ha una potente attività antinfiammatoria in tutti e tre i modelli di infiammazione acuta, subacuta e cronica.

È stato riscontrato che lo shilajit ha aumentato il rapporto carboidrati/proteine ​​e ha diminuito l’indice di ulcera gastrica, indicando un aumento della barriera di muco protettivo. Questi risultati confermano l’uso dello shilajit nell’ulcera peptica.

In Russia, è stato scoperto che l’estratto di Mumijo è altamente efficace durante il trattamento per paradentosi nell’uomo e ha un significativo effetto antinfiammatorio su osteoartrosi, artrite reumatoide, spondilite anchilosante e spondilosi cervicale.

È stato dimostrato che lo shilajit purificato, possiede un effetto antiossidante contro i radicali liberi, convalidando così la sua attività come un importante rasayana (rivitalizzante).

Shilajit raccolti da India, Nepal, Pakistan e Russia e costituenti organici isolati da essi sono stati studiati per il loro effetto antistress e ansiolitico nei topi albini.

Buona attività antiallergica e immunomodulatoria.

È stato scoperto che l’attività dei globuli bianchi è stata aumentata dall’estratto di shilajit.

Attività anti-Aids

Gli agenti che hanno la capacità di rafforzare il sistema immunitario possono integrare le terapie convenzionali per l’AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). I farmaci che riducono la carica virale del virus dell’immunodeficienza umana (HIV) consentono all’organismo di ripristinare la conta dei globuli bianchi e, di conseguenza, prolungare la durata della vita delle persone affette da AIDS.

Poiché shilajit è dotato sia di immunopotenziamento che di proprietà di riduzione della carica virale, ha il potenziale per completare la terapia anti-Aids convenzionale.

Sarebbe molto interessante se si studiasse questa capacità, contro il virus del Covid 19 !!

Gli acidi umici e fulvici agiscano come molecole di incorporamento e successivamente di trasporto per fornire molecole bioattive al punto d’azione previsto, ecco perché molte volte viene usato unito a tisane o decotti.

Gli odierni studi sono volti a usare gli acidi fulvici come “trasportatore” dei moderni farmaci.

Sicuramente sentiremo parlare ancora dello Shilajit e molti studi verranno eseguiti, ma fin da ora possiamo apprezzarne le sue innumerevoli qualità.

Se volete approfondire l’argomento, vi consiglio questo libro, ma è in inglese:

Libro

Link al libro

Dove trovarlo senza andare in Tibet.

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Il prezzo dello Shilajit, molte volte è esorbitante, ma si può anche capire visto che viene estratto in regioni impervie ad altitudini elevatissime, in piccole quantità e necessita di un’accurata lavorazione di purificazione.

Cercando in rete ho trovato questa ditta che ha un prodotto molto valido ad un prezzo accessibilissimo, visto anche la modica quantità di assunzione giornaliera.

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Shilajit “Mountain Lacrima” 100g

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